mercoledì 6 marzo 2013

Mom's birthday card


Ovvero, un tentativo di biglietto "scrap" per il compleanno di mia mamma. E' solo un accenno, estremamente semplice, abbastanza rudimentale. 


Ho preso un cartoncino A4 e l'ho piegato in due. Nella copertina ho incollato un foglio leggermente più piccolo di color lilla e ho fissato intorno del cotone colorato (con colla vinilica), facendo incrociare le terminazioni, per creare una sorta di cornice. Nel centro di questa cornice ho fatto un collage con tante fotocopie di una vecchia foto di mia madre (del 1980!) di cui ho ritagliato diverse parti, quasi a formare un puzzle. Per finire, ho modellato un filo di ferro rivestito creando la scritta e l'ho incollato con la colla vinilica. 


Come vedete è molto lontano dalle "scrapbooking cards" che si vedono sul web (per farvi un'idea guardate il blog di Anna Drai "Cafè Creativo") ma è comunque qualcosa di molto personale ed originale, non credete? 

giovedì 28 febbraio 2013

Torta ai frutti di bosco con crema al mascarpone




Blog par condicio: ricetta!
Vi presento questa bellissima e buonissima torta ai frutti di bosco che ho fatto per il mio compleanno. L'ho un po' adattata alle mie "voglie", ovvero, una base croccante e speziata e una crema delicata e aromatica. Credo di aver colto nel segno... e i bis me l'hanno confermato! Si compone di vari strati: 

A) Base di biscotto Speculoos:

350 gr farina
250 gr zucchero di canna
250 gr burro
1 cucchiaino di cannella
1 uovo
1 cucchiaino di altre spezie (chiodo di garofalo, noce moscata, anice...)
5 g sale
5 g lievito

Mescolate zucchero e spezie. Aggiungete burro morbido e uovo. Mescolate fino ad ottenere una massa omogenea. Farina e sale. Lievito. 
Stendete una base tonda a misura di teglia. Cuocere in forno a 180/200 gradi per 15/20 minuti. La base deve uscire dal forno ancora morbida, si indurirà raffreddandosi. 



B) Frutti di bosco caramellati:

350 gr di frutti freschi, io stavolta ho trovato fragole e mirtilli, mentre la volta precedente lamponi e more.
2 cucchiai di zucchero

Metteteli in un pentolino a fuoco moderato e fate appassire per 5/10 minuti, giusto il tempo di farli caramellare un po'. Quindi con un cucchiaio toglieteli dal pentolino lasciando, invece, cuocere per altri 10 minuti il liquido che hanno perso (punto D). 


C) Crema al mascarpone:

250 gr mascarpone 
400 gr panna fresca + 2 cucchiai di zucchero
2 tuorli + 2 cucchiai di zucchero
una tazzina da caffè di rum
vanillina (1 bustina)

Per prima cosa sbattete i tuorli con lo zucchero finché non siano ben spumosi. Aggiungete il rum e metteteli al bagno maria, continuando a sbattere per 10/15 minuti. Pronto lo zabaione aggiungete il mascarpone, poco alla volta. Montate la panna con lo zucchero e la vanillina e, infine, unitela alla crema.


D) Decorazione:

150 gr dei frutti di bosco più belli
lo sciroppo -vedete punto B)
decorazioni di cioccolato bianco (ho squagliato una tavoletta da 50 gr, l'ho           messa in una bustina per alimenti cui ho fatto un piccolo foro in un angolo e ho creato delle forme che poi ho aggiunto -completamente asciutte- poco prima di servirla). 


Ricapitolando: 

A) Base biscotto
B) Frutti di bosco 
C) Crema al mascarpone
D) 1. sciroppo
    2. frutti freschi
    3. cioccolato bianco 


Che ve ne pare??? 

martedì 12 febbraio 2013

Lampada bollywood. Riuso di un vecchio attaccapanni.

Vi presento il secondo lavoro generato dal Laboratorio di restauro e decorazione di cui vi ho già parlato nel post del Vassoio.

 
Questa volta si tratta di un vecchio attaccapanni (gentilmente regalato dai suoceri!) che non veniva più usato dopo la rottura di un braccio. Ho pensato che aveva una bella forma ed era in buono stato per non essere più utilizzato. L'unica cosa da fare era trovargli una nuova funzione più adatta alle nostre esigenze: quasi immediata l'idea della lampada.

 

Mentre per il colore mi ha ispirato la forma del bastone, che sembrava fatto apposta perchè dipingessi ogni singola parte diversa dall'altra. Adoro i colori decisi, carichi, e per la scelta mi ha aiutato una mia amica pittrice, MAITE CARPENA, che, non solo mi ha regalato i colori, ma me li ha proprio "fatti", mischiando e mescolando le varie tonalità. Quindi la ringrazio infinitamente e pubblicamente!

 
Note tecniche:
Il bastone è stato forato internamente per permettere di nascondere il cavo elettrico. Il foro è stato fatto in senso longitudinale per cui è opportuno realizzare tale operazione prima di ogni altra! I colori usati sono acrilici, con rifiniture in oro.
Il paralume è stato creato a partire da vecchie stampelle di metallo, rimodellate e inserite in appositi fori (realizzati con trapano) giusto nella parte dove erano collocati i braccetti dell'attaccapanni. Poi è stato rivestito di carta crespa, prima, e una stoffa con paiette dorate, poi.

 
 
 Quasi dimenticavo di farvi vedere com'era:
 
 
Meglio ora, no???
 

lunedì 3 dicembre 2012

Tiramisù del yayo.

Lo so, questo blog non si capisce cos'è, non si ordina facilmente nelle colonnine dei blogroll: cucina o riciclo creativo? Aspetta, aspetta, c'è anche qualche poesia... uff! Se qualcuno si è trovato in imbarazzo mi dispiace tanto, ma "purtroppo" that's me: un caos di idee!


Tutto ciò per introdurvi questa ricetta di tiramisù che a detta del mio compagno (spagnolo) è la più buona del mondo. Ora, io sono molto aperta alle nuove culture e soprattutto ai nuovi sapori, ma sentirmi dire che il tiramisù più buono lo fa un signore che ha 81 anni e che è profondamente spagnolo (de La Mancia) mi ha lasciato piuttosto scettica, come capirete. [Anche perché a casa mia, la regina del tiramisù è mia sorella!] Il signore in questione si chiama Julián Martínez González ed è il nonno del suddetto compagno, quindi non mi è stato difficile richiedere ed ottenere di fare insieme il famoso tiramisù.


Ingredienti:

5 uova
6 cucchiai di zucchero per le chiare
5 cucchiai di zucchero per i tuorli
4 cucchiai di zucchero per la panna
3 fogli di colla di pesce
rum (1 tazzina da caffè, in ogni caso al gusto)
mezzo litro di panna montata
caffè
cacao amaro
savoiardi (i 3/4 della confezione)
500 gr di mascarpone

Procedimento:

Montare a neve le chiare incorporando i 6 cucchiai di zucchero. 
A parte battere i tuorli con 5 cucchiai di zucchero, e mettere al bagno maria. Aggiungere il rum e solo quando la crema è calda la gelatina ammorbidita e scolata per bene. Qui bisogna fare attenzione alla temperatura della crema perché non deve assolutamente solidificare già che c'è l'uovo.
Montare anche la panna con 4 cucchiai di zucchero. 
Ora mescolare i composti ed unire il mascarpone lasciato ammorbidire un po'. 
Disporre un primo strato di savoiardi nella teglia e versare il caffè (metodo molto efficace che ho imparato da lui!), poi la crema. Continuare con i savoriardi, stavolta bagnandoli uno ad uno con il metodo classico, ancora crema e cacao (il cacao lui lo mette subito, anche se il dolce verrà mangiato il giorno dopo, questo fa sì che sia come condensato e non è niente male!).


io e il yayo

Conclusioni. Il tiramisù è effettivamente molto buono, la crema è molto leggera, quasi impercettibile il mascarpone. Il tocco del rum mi piace, molto più della Strega. Anche il cacao messo subito merita una possibilità. Poi la tecnica di posizionare tutti i savoiardi del primo strato mi ha fatto sorridere parecchio. Curiosa di conoscere le vostre versioni :D

PS: nonno in spagnolo di dice abuelo, ma quei nonni a cui vuoi più bene e a cui sei più legato li chiami yayo e yaya.

Los yayos Celia e Julián



 

venerdì 16 novembre 2012

La cura dell'arcobaleno. Viaggiando verso.



Sarà per la pioggia battente di questi giorni, e per il grigiore che mi sveglia tutte le mattine da ormai due settimane, che mi sono decisa a postare questo oggetto -una calamita- che ho fatto per regalare ad un'amica pittrice, Annalisa. Cercavo colore, tanto colore, come nei suoi quadri che un giorno vi farò vedere. Cromoterapia. 
Per il procedimento non c'è molto da spiegare, è lo stesso delle Etichette viaggianti riempito di Riso colorato.
Anzi, è ancora più semplice, perché non va rivestito!   


Mentre questa è un'etichetta per valigia (ma può essere qualunque altra cosa, ovviamente!) e contiene un verso di una poesia -Ya nada ahora- di Angel Gonzalez. Così anche lo spirito si alimenta :)
 
Se ne avete abbastanza di blister vuoti/riempiti, ditelo pure... ne ho ancora un po', e non voglio annoiare nessuno! :D 

lunedì 8 ottobre 2012

Cake pops: una ricetta che è un gioco da ragazzi!



Domenica coi bimbi, affare importante: vincere noi! Eh sì, questo ha detto Francesco: "zia Tania, dobbiamo vincere noi a questo concorso!". Il concorso in questione è "Cucinando con i bambini: piccoli chef ai fornelli" indetto da Scorza d'arancia, al quale partecipiamo con questa ricetta facile facile. 


Il ragazzo ha solo 5 anni e mezzo ma una grande determinazione, non si è scollato dal tavolino per almeno 2 ore! Aiuto chef Claudia, 20 mesi e tanta sostanza (avendo mangiato un terzo delle palline ci ha sveltito di molto il lavoro). Quindi grazie ai bimbi, che pare si siano anche divertiti parecchio, e ai genitori per avermi prestato bimbi e casa: grazie Annarita e Giorgio! Poi grazie a Ilaria (la mia dispensatrice di ricette) che mi ha dato questa idea!

CAKE POPS:
400gr pan di spagna
200gr cioccolato bianco
200gr cioccolato fondente
4 cucchiai di confettura di albicocche (o nutella)
zuccherini vari, codette cioccolato, farina di cocco, ecc.
bastoncini per lecca lecca (o per spiedini)

La prima cosa da fare è sbriciolare il pan di spagna in una terrina. Poi aggiungere 4 cucchiai di confettura e amalgamare tutto con le mani, fino ad ottenere una massa compatta. Poi formate delle palline e fatele riposare nel congelatore per mezz'ora. Niente di più semplice!






Adesso arriva il bello! Sciogliete i due cioccolati, preparate i bastoncini e le varie decorazioni. Ah, importante: prima di iniziare ad immergere le palline nel cioccolato, procuratevi qualcosa su cui appoggiarle, per farle asciugare. Noi avevamo la couscousiera e uno scolapasta, ma va benissimo anche del polistirolo.


Infilate il bastoncino nella pallina, e bagnatela nel cioccolato, poi spolveratela con la decorazione.




E se qualche vicina di casa vuole collaborare... grazie Elisa!




Meritato premio!



Ps: le foto erano un'infinità per cui ho pensato di creare un album sul mio profilo di Facebook, tra un po'...

mercoledì 26 settembre 2012

Sull'etica del riciclo. Porta vasi di recupero


Ieri sera, nei miei pensieri pre-sonno, riflettevo sul “riciclo creativo”.
Mi sono chiesta se, forse, questa formula ormai inflazionata, non sia divenuta il paravento di una moda/mania di usare oggetti non convenzionali per fare cose convenzionali. Mi spiego. Molto spesso guardando gli oggetti di riciclo creativo in rete mi sorprendo della precisione della fattura, del buonissimo stato dei materiali, della perfetta coincidenza dei colori, dei dettagli. Tutti pregi, certo. Ma se si tratta di riciclo non me lo spiego, qualcosa non torna. Ho l’impressione che in alcuni casi (non penso a nessuno in particolare, giuro!) il riciclo venga prima dell’uso, e questa è una contraddizione logica. Il ri-ciclo non presupporrebbe che sia già avvenuto il primo ciclo? Che il bottone sia stato un po’ di tempo nell’asola di una camicia, che il tappo di sughero sia impregnato di buon vino, che l’alluminio abbia cotto una bella lasagna in forno, che i bulloni siano stati sporchi di grasso nella loro precedente vita? Se non fosse così allora il beneamato riciclo creativo, rischierebbe di fare più male che bene... e sarebbe davvero un peccato!
Voi che ne pensate?


Intanto pubblico una cosetta che ho fatto in primavera per il terrazzo. Si tratta un “porta vaso da ringhiera con recupero di acqua di scolo”... un titolo un po’ lungo che già spiega tutto. La bottiglia grande conteneva 5 litri di olio (è stato necessario tagliare il fondo), mentre quella piccolina sotto è di un probiotico (precedentemente bucherellato sul fondo): si sono incastrate perfettamente, senza bisogno di usare alcun tipo di colla. Poi sono stati sufficienti 2 fascette per fermare il tutto alla ringhiera (facendo attenzione a far coincidere il vaso sottostante!). 
Il riciclo di acqua è assicurato!!! 




Mentre lui, prima di essere il "porta edera", era un contenitore di olive che mi ha messo da parte la mia fruttivendola.